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I CASTELLI DI FEDERICO II
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FEDERICO II
DI SVEVIA

Itinerari dello stupore

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Come molti altri castelli anche quello di Lagopesole ha le sue leggende Le orecchie d’asino La prima è legata a Federico I Barbarossa, il cui volto svetta sul torrione del castello. Ai lati dell’ingresso, posto a 4 metri di altezza, vi sono due mensole con teste umane: quella a destra è il volto di Beatrice, la seconda moglie di Federico Barbarossa, mentre a sinistra viene rappresentato lo stesso Imperatore, provvisto di corona, lunghi capelli e “orecchie d’asino”. Simbolicamente queste orecchie esagerate dovrebbero rappresentare il suo potere di ascoltare tutto e tutti, ma la tradizione popolare racconta di una malformazione di cui soffriva l’imperatore fin dalla nascita che lo costrinse in vecchiaia a trasferirsi nella rocca di Lagopesole per nascondere le sue orecchie molto lunghe e a punta che celava sotto capelli folti e lunghi. La trappola del barbiere La leggenda vuole che, poiché Federico Barbarossa se ne vergognava molto, avesse escogitato un modo per evitare che i barbieri che lo radevano, potessero rivelare il suo segreto. Questi venivano indirizzati in un lungo corridoio al termine del quale cadevano inevitabilmente in un trabocchetto, nel quale venivano spinti per non uscirne più. Nella trappola venivano fatti incappare tutti i barbieri nonostante avessero giurato terrorizzati di mantenere la scoperta. Il segreto al vento Ma un giorno, per una curiosa fatalità, un giovane barbiere riuscì a fuggire. Federico, colpito dall’evento, gli donò salva la vita, a condizione però che non raccontasse nulla al di fuori delle mura del castello. Il ragazzo, spaventato, mantenne fede alla parola data, ma la tentazione era talmente forte che un giorno corse lontano da Lagopesole raggiungendo un luogo isolato, dove scavò una buca profonda e vi gridò con tutto il fiato che aveva in gola: “Federico Barbarossa ha le orecchie d’asino” e tornò a casa con un peso in meno. Ma dopo un po’ di tempo, in quello stesso luogo iniziarono a germogliare delle canne che, mosse dal vento, sembravano pronunciar parole rivelatrici del segreto. Ancora oggi in queste terre si usa cantare un ritornello con questi versi. Non sappiamo la fine ultima del barbiere. Il fantasma della rocca Legata al maniero federiciano vi è una storia ancor più tipicamente leggendaria, che parla di un fantasma e delle notti di luna piena, quando pare di udire, nei pressi del castello, le urla e i singhiozzi disperati di una donna. Pare si tratti di Elena degli Angeli, la sposa di Manfredi di Svevia, che, vestita di bianco e con un lume in mano, torna nel luogo che la vide felice a cercare il suo amato e i suoi figli perduti per sempre. L’eterna ricerca Elena aveva trascorso nella rocca la luna di miele e con il marito ed i figli aveva vissuto i momenti più belli della sua breve esistenza. Poi arrivarono gli Angioni e la sua vita ne venne sconvolta: Manfredi venne ucciso, i figli incarcerati a Castel del Monte ed Elena imprigionata per volere di Carlo d’Angiò nella stessa rocca si lasciò morire d’inedia. Mentre lo spettro di Elena vaga nel castello, il fantasma di Manfredi vagabonda nella campagna sottostante in sella al suo destriero bianco, con un bel vestito dal manto verde, anch’egli alla ricerca della consorte e dei figli. Ma la ricerca dei due sposi è eterna e pare siano destinati a non incontrarsi mai. Fonti: www.prolocolagopesole.it

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I MERAVIGLIOSI CASTELLI DI FEDERICO II DI SVEVIA IN BASILICATA-PUGLIA-CALABRIA-SICILIA

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